We shall overcome

TRADIZIONALI

WE SHALL OVERCOME è una canzone gospel diventata un simbolo del movimento per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti. Le origini precise di "We Shall Overcome" sono complesse e ancora dibattute. Si ritiene che derivi da un inno gospel del XIX secolo, "I'll Overcome Some Day", cantato dagli afroamericani nelle chiese metodiste del sud degli Stati Uniti. Nel XX secolo, la canzone fu adattata e modificata, passando attraverso diverse comunità e contesti musicali, prima di diventare l'inno del movimento per i diritti civili. Zilphia Horton, un'attivista per i diritti dei lavoratori e direttrice musicale presso l'Highlander Folk School nel Tennessee, insegnò la canzone a Pete Seeger nel 1947. Seeger modificò ulteriormente la canzone, introducendo la frase "We shall overcome" e contribuendo alla sua diffusione nel movimento folk e per i diritti civili. "We Shall Overcome" divenne l'inno del movimento per i diritti civili negli anni '50 e '60, cantata durante le marce, le proteste e gli incontri. La canzone esprimeva la speranza, la determinazione e la fiducia nella vittoria finale contro la segregazione razziale e la discriminazione. La sua semplicità e la sua forza emotiva la resero un potente strumento di unità e di resistenza. Martin Luther King Jr. la citò spesso nei suoi discorsi, e la canzone divenne un simbolo globale della lotta per i diritti umani e la giustizia sociale.